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ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE

a cura di
Gioia Minuti

 

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dallaa...[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

 

 

speciale Siporcuba
sui 5 patrioti cubani
discorsi di Fidel

 

discorsi di Miguel Díaz-Canel Bermúdez


 

PL notizie, info e molto di piu'

il romanzo cult degli anni '90

Una storia d'amore nella Cuba dei primi anni '90, quando molti italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba riservava loro...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PIU' BELLE FOTO DI CUBA

le foto di Rod


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IL PRESIDENTE CUBANO HA RICEVUTO

 

DUE CONGRESSISTI STATUNITENSI A L’AVANA

 

Il Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha ricevuto alcuni giorni fa i congressisti statunitensi Pramila Jayapal e Jonathan L. Jackson, occasione nella quale ha denunciato il danno criminale provocato dal blocco di Washington contro l’Isola caraibica. Durante l’incontro, come si legge nel muro di X, il mandatario cubano ha sottolineato particolarmente le conseguenze dell’assedio energetico decretato dall’attuale governo del mandatario Donald Trump. Inoltre ha reiterato la volontà del Governo dell’Isola grande delle Antille di sostenere un dialogo bilaterale serio e rispettoso, incamminato a trovare soluzioni alle differenze che esistono tra i due paesi. Durante la loro visita a L’Avana, i legislatori nordamericani hanno constatato gli effetti della politica d’asfissia che ha impedito l’entrata di combustibili alla nazione per mesi, con ripercussioni dirette in ospedali, scuole, e nella vita quotidiana delle famiglie. In un comunicato pubblicato nella rete sociale X, hanno definito l’assedio «un crudele castigo collettivo» e hanno reclamato la sua eliminazione immediata. Abbiamo ascoltato un’ampia varietà di voci —famiglie, leaders religiosi, imprenditori, organizzazioni della società civile, il Governo Cubano, ambasciatori latinoamericani e africani, organizzazioni di aiuti umanitari e cubani di tutto lo spettro politico, includendo dissidenti. In tutti i settori c’è accordo: questo blocco illegale deve terminare immediatamente, si legge nel testo. I congressisti hanno segnalato che il blocco costituisce una forma di «bombardamento economico» che danneggia l’infrastruttura nazionale e provoca danni permanenti, ed hanno chiarito che la maggioranza del popolo statunitense non appoggia queste misure. Questa visita avviene nel mezzo delle conversazioni tra i due governi, in un contesto marcato dalla necessità di superare politiche di carattere unilaterale e avanzare verso una relazione basata nel rispetto mutuo e la cooperazione. Gli Stati Uniti e Cuba devono intavolare immediatamente negoziati reali che garantiscano la dignità e la libertà del popolo cubano e gli enormi benefici per il popolo statunitense, che deriveranno da una reale collaborazione tra i nostri due paesi, hanno detto al termine della visita i due funzionari.


CUBA  ATTUALITA'
  

LA RUSSIA INVIERÀ UNA SECONDA NAVE

 

 CISTERNA CON PETROLIO A CUBA
 

Il ministro dell’Energia russo, Serguéi Tsiviliov, ha affermato pochi giorni fa che la Russia si sta preparando per inviare una seconda nave con petrolio a Cuba, nel mezzo della severa crisi energetica nell’Isola provocata dal blocco statunitense. «È stata realizzata una riunione importante a San Petersburgo. Sono arrivati i rappresentanti cubani. Cuba è sottoposta a un blocco totale, è isolata. Da dov’è arrivato il carico di petrolio? Una nave russa ha rotto il blocco. Ora si sta caricando il secondo invio. Non lasceremo i cubani nei guai», ha assicurato Tsiviliov. La nave cisterna russa Anatoli Kolodkin è arrivata a Cuba con 100.000 tonnellate di petrolio in aiuto umanitario. La nave è stata attraccata nel porto di Matanzas ed è già stato realizzato lo scarico. Questa è stata la prima nave cisterna con petrolio arrivata a Cuba in tre mesi, dopo che gli Stati Uniti hanno obbligato il Venezuela e il Messico a tagliare il rifornimento d’energia all’Isola. Cuba non ha ricevuto rifornimenti di petrolio dal 9 gennaio e questo ha provocato una crisi energetica. Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha ringraziato, mercoledì primo d’aprile, la Russia per il suo aiuto. «Grazie Russia. Grazie Presidente Putin. Grazie equipaggio della nave cisterna Anatoli Kolodkin, che, attraccando con il suo prezioso carico nel porto di Matanzas ci portate la certezza di un’amicizia provata nei momenti più duri, com’è avvenuto tante volte nella storia», ha scritto. Il leader cubano ha precisato che dopo lo scarico si realizzeranno il processo, la distribuzione e l’ uso razionale di questo carico che , anche se non sufficiente nel mezzo dell’acuta carenza, allevia in maniera graduale la situazione in queste settimane». Il portavoce presidenziale russo, Dmitri Peskov, ha detto che Mosca si rallegra che il primo lotto di petrolio russo sia giunto alla nazione dei Caraibi. Peskov ha segnalato che Cuba s’incontra «in condizioni di blocco severissime» e necessita prodotti derivati dal petrolio e petrolio crudo «per il funzionamento dei sistemi di supporto vitali nel paese, per generare elettricità, per offrire servizi medici o di altro tipo alla popolazione».In questo contesto, il portavoce ha indicato che la Russia «considera un suo dovere» offrire l’assistenza necessaria a Cuba ed ha assicurato che Mosca continuerà a lavorare per somministrare più petrolio all’Isola. «Continueremo a lavorare, ripeto, alla disperata situazione nella quale si trovano i cubani adesso. Questo ovviamente non ci può lasciare indifferenti, così che continueremo ad occuparci di questo tema», ha precisato ».


 

LE MINACCE DEGLI USA A CUBA


 

Il 29 gennaio il presidente degli USA, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che dichiara l’«emergenza nazionale» di fronte alla presunta «minaccia inusuale e straordinaria» che, secondo Washington, rappresenterebbe Cuba per la sicurezza del paese nordamericano e la regione. Il testo accusa il Governo cubano d’allinearsi con «numerosi paesi ostili», di accogliere «gruppi terroristi trans- nazionali» e di permettere lo spiegamento nell’Isola di «sofisticate capacità militari e d’intelligenza della Russia e della Cina. Su queste basi è stata annunciata l’imposizione d’imposte a paesi che vendono petrolio a Cuba, alle quali si sommano minacce di rappresaglie contro quelli che agiscono contro l’ordine esecutivo della Casa Bianca. Questo passo si dà nel mezzo d’una scalata tra Washington e L’Avana, che sistematicamente, ha respinto queste dichiarazioni ed ha avvertito che difenderà la su integrità territoriale. Il Presidente di Cuba ha risposto che «questa nuova misura evidenzia la natura fascista, criminale e genocida di una banda che ha sequestrato gli interessi del popolo statunitense con fini puramente personali». Lo scorso 7 marzo, Trump ha annunciato che «presto avverrà un grande cambio a Cuba», che —ha aggiunto — sta giungendo «alla fine del cammino». Gli USA mantengono il blocco economico e commerciale contro Cuba da più di sei decenni. Il blocco che danneggia gravemente l’economia del paese è stato indurito con numerose misure coercitive e unilaterali da parte della Casa Bianca.  


 

LA SCOPA ETNICA DI TRUMP PONE FINE ALLA

 

RIUNIFICAZIONE FAMILIARE


 

di Francisco Arias Fernández


 

Un nuovo colpo razzista dell’alleanza Trump-Rubio agli immigranti di Cuba e di altri paesi latino americani, con la speranza d’ottenere la riunificazione familiare mediante programmi migratori degli Stati Uniti, è stato sferrato venerdì 19 con un’altra cattiva notizia come «regalo» di fine anno. Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale ha affermato in forma categorica che stava ponendo fine a tutti i programmi di libertà condizionale per la riunificazione familiare (FRP) di stranieri provenienti da Colombia, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti e Honduras, così come per i loro familiari diretti». La decisione riguarda i residenti in Miami dove vaste comunità ispaniche si sono insediate da decenni e hanno ricorso in buona misura ai programmi di parole di riunificazione familiare. Secondo i media statunitensi la misura non solo danneggia i processi di residenza, ma anche altri benefici migratori chiave nei programmi di riunificazione familiare, come i permessi di lavoro. Una volta terminato il periodo di libertà condizionale di uno straniero, seguendo questi programmi, si revocherà l’autorizzazione d’impiego basata nel detto parole .Gli stranieri che non hanno una base legale per restare negli USA al termine dei programmi devono abbandonare il paese prima della data di scadenza del loro permesso d’uscita. Nella settimana nella quale il mondo ha celebrato il Giorno Internazionale di Diritti Umani, tra minacce di più guerre pirateria nei Caraibi depredazione e restrizioni, i migranti latini hanno ricevuto solo cattive notizie, più incertezze, umiliazioni, e l’ultimatum di andarsene «con le buone», auto deportarsi, o l’offerta di Trump di tentare di restare pagando un milione di dollari come un ricatto per vivere negli USA. È il cammino di Washington per «essere grandi di nuovo», espellendo con la forza dei pantaloni di Trump e Rubio più di un milione di migranti, in nome dell’egemonica e escludente «USA per primi». Tutti ricadono nel sacco degli illegali, dei deportabili, dei criminali del sud, quando violazioni flagranti dei diritti umani dalla Casa Bianca servono ai magnati bianchi, riempiono le tasche con l’affare delle deportazioni di massa, agli imprenditori delle prigioni, ai trasferimenti terrestri e delle linee aeree fantasma o contrattate a costo della sofferenza di comunità e famiglie che saranno divise a forza o perderanno la speranza di riunirsi di nuovo con i loro cari.

 


 

BEI TA: LA POESIA È IL VEICOLO PER LE CIVILTÀ

 

di Yesey Pérez López


 

Una poesia può superare oceani, percorrere distanze e superare barriere culturali. Bei Ta, poeta cinese e vicepresidente del Congresso Mondiale dei Poeti, è giunto a Cuba con la certezza della forza della poesia. Accompagnato da altri 16 creatori del gigante asiatico, ha visitato la nostra Isola ed ha incontrato l’opportunità di tracciare nuove mappe culturali con autori cubani e il centro culturale CubaPoesia. «Cuba, uno dei paesi più affascinanti dei Caraibe, è un sogno desiderato dai poeti cinesi e per questo anche de stiamo qui, continua a sembrarci un sogno», ha affermato nel centro culturale Dulce María Loynaz, in un pomeriggio di scambio poetico, dove ha acconsentito a conversare con Granma sulla poesia e la sua importanza per le culture. Al disopra d’imponderabili geografici, Bei Ta vede opportunità nei vincoli culturali per avvicinare i due popoli: «Forse perchè c’è una grande distanza tra i nostri paesi pochi poeti cinesi sono stati qui in Cuba e pochi poeti cubani sono stati in Cina. Così io spero che nel futuro più e più poeti dei due paesi viaggino in ognuno di loro», ha spiegato. Poi ha affermato che le traduzioni letterarie hanno permesso che si conosca la poesia dei due paesi nell’altro lato del mondo. «Alcune delle poesie cubane sono state tradotte in cinese dalla fondazione della Repubblica Popolare della Cina. Per esempio, poco fa ho citato José Martí. Lui è stato tradotto e diffuso nel contesto cinese dagli anni ’50». Sono ancora pochi i poeti cubani contemporanei che si conoscono in Cina. «Credo che cercheremo più vie per migliorare in questo senso ». La ricchezza culturale è uno degli aspetti che Bei Ta valuta profondamente nella poesia cubana. Secondo lui, la nazione caraibica ha una miscela di diverse culture. Questa diversità si riflette nella sua poesia, che include varietà di elementi che non s’incontrano con tanta frequenza in altri contesti. Dalla sua prospettiva, la poesia della nazione delle Antille ha un’ampiezza e una pluralità d’influenze che la fanno particolarmente ricca. Ha anche segnalato il vincolo diretto di Cuba con il mare: «Voi avete un forte senso dell’oceano, della cultura dell’oceano. Mentre la Cina e la sua gente hanno una forma tradizionale di pensare che siamo della terra, non del mare. Così dovremmo ingrandire il nostro spettro dell’oceano», ha riflettuto. «La poesia è idealista, considera Bei Ta, risaltando che l’aspirazione del poeta dev’essere quella di migliorare il mondo, cercando sempre il più adeguato ai sentimenti e ai desideri umani. «Questo è anche il dovere del poeta come intellettuale. Essere un idealista. Perchè sempre desideriamo che la società divenga migliore, più adeguata ai desideri e ai sentimenti umani», ha aggiunto. Secondo Bei Ta, i poeti devono sognare un mondo migliore e creare opere che vincolino al di là delle frontiere fisiche e linguistiche. La poesia, ha detto, ha il potere di rendere più soavi le tensioni e promuovere l’intesa reciproca. Per questo i poeti hanno una responsabilità importante nella creazione di dialoghi che permettano alle culture di comprendersi meglio. «La poesia è il veicolo per contenere la civiltà, tutti i grandi tesori delle differenti culture. Quando una persona legge un poema straniero, può apprendere quel tipo di civiltà o può intravedere differenti civiltà», afferma Bei Ta. In questo cammino, tradurre poesie di altri paesi non è solo un esercizio letterario, ma una forma per avvicinare culture. «È molto importante per noi tradurre poesie di altri paesi alla nostra lingua, è una via per conoscere meglio altre persone e culture, specialmente sui loro sentimenti più profondi. Senza la poesia non credo che le persone possano comprenderli profondamente. La gente può ottenere molto una dall’altra, cuore a cuore». La traduzione è quindi una forma essenziale per avvicinare emozionalmente i popoli e permettere che ogni cultura acceda al mondo interno dell’altra. È motivo di allegria constatare che, senza importare quante miglia ci sono, la poesia continua ad essere uno dei più poderosi veicoli per la comprensione e l’empatia tra differenti culture. Nello stesso tempo ha ricordato che ci uniscono sentimenti e sogni condivisi che divengono linguaggi universali dei popoli. Questo dialogo costante che permette la comprensione si trasforma in un ponte e un un invito a superare frontiere reali o immaginarie. In Cuba, in Cina e nel mondo, la poesia è espressione di idee, sentimenti e culture, e nello stesso tempo continua a costruire spazi per le esperienze e i sogni.

 

   



NEWS DA CUBA

 

 

NEURALCIM, UN PRODOTTO FATTO A CUBA E CHE PROMETTE


 

di Alina Perera Robbio


 

La più recente Riunione di Esperti e Scienziati per temi di Salute –guidata dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez– ha analizzato i buoni risultati che ottengono questi saggi clinici in pazienti che sono stati trattati con il prodotto bio tecnologico NeuralCIM. «Non capisco perchè Cuba è una minaccia tanto grande…», la domanda proviene da un gruppo di cittadini statunitensi che conoscono l’Isola grande delle Antille e hanno ottenuto i benefici del prodotto cubano NeuralCIM -nato nel Centro d’Immunologia Molecolare-. Le testimonianze di coloro che hanno recuperato la personalità e parte della memoria perduta, si sono uniti per vedere un prodotto audiovisivo che è breve e emozionante. Recentemente il cancelliere cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha posto questo video in uno dei suoi tuits, dal quale dice che i pazienti del dottor Bill Blanchet in Colorado, USA, sono una mostra eloquente dei «benefici di questo importante trattamento cubano», e che il blocco imperiale contro Cuba impedisce che sette milioni di statunitensi ricevano i benefici del NeuralCIM e possano così far fronte al Alzheimer e alla demenza, mediante un prodotto di «efficacia dimostrata». Più di una voce statunitense denuncia la natura criminale del blocco imperialista e si chiede che cosa ha fatto l’Isola alla nazione del nord. Il materiale, emozionante, ha aperto la giornata della Riunione degli Esperti e degli Scienziati per i temi di Salute, guidata dal Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez. Nell’incontro – che ha contato anche, nella presidenza, con i vice primi ministri della Repubblica di Cuba, Inés María Chapman Waugh e Eduardo Martínez Díaz–, gli esperti hanno offerto dettagli sui saggi clinici NeuralCIM, i cui risultati sono molto promettenti, perché parlano di un prodotto con un’azione efficace neuro protettiva. Conclusa la riunione, il Dottor Eliseo Capote Leyva, promotore del Centro d’Immunologia Molecolare, ha spiegato ai giornalisti che il NeuralCIM ha tra le sue funzioni quella di far calare l’infiammazione, favorire nell’organismo l’incremento di sostanze naturali che sono neuro protettrici e la diminuzione di altre che risultano tossiche. Sui saggi clinici con il farmaco, il cui proposito essenziale, ha detto, è valutare il suo comportamento nelle malattie neurodegenerative, Eliseo Capote ha affermato che questi studi ostentano «risultati molto promettenti, soprattutto con la malattia di Alzheimer». L’ esperto ha commentato che «ci sono anche saggi clinici nell’ataxia spino cerebellosa, nella malattia di Parkinson; ma i principali risultati sino a questo momento sono stati nella malattia di Alzheimer, che è una malattia neurodegenerativa, nella quale le persone hanno la sfera cognitiva danneggiata, con tutto quello che ha a che vedere con la memoria, l’orientamento e il linguaggio». Secondo lui è interessante sapere che l’evoluzione naturale della malattia di Alzheimer è verso il peggioramento in circa il 70% dei pazienti e che «nei risultati che abbiamo sino ad oggi, derivati da saggi clinici con il NeuralCIM, «otteniamo che il 60% dei pazienti si trovi nelle categorie di miglioramento e stabilità e questo senza dubbio è importante, è significativo». In quanto a Cuba, il Dottor Eliseo Capote Leyva ha detto che, secondo i calcoli realizzati, circa 160 000 persone possono soffrire di demenza e tra loro circa il 70% avere la malattia di Alzheimer, che è la causa di demenza più frequente nel mondo e anche a Cuba. Si tratta, ha detto l’esperto, di«un serio problema di salute che danneggia i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Questo implica una sfida che riguarda la produzione del NeuralCIM, ed è un sogno che tenteremo di rendere una realtà nel miglior modo possibile, con l’obiettivo di poter garantire ai pazienti cubani il prodotto che necessitano». Sommando puntualizzazioni riferite ai saggi clinici realizzati, l’esperto ha spiegato che in questi è stata usata una scala che valuta soprattutto la sfera cognitiva:«Ossia, stiamo parlando di tutto quello che ha che vedere con l’orientamento, la memoria, il linguaggio, la capacità di pianificare un impegno, la capacità d’eseguire un compito, la capacità del calcolo E questi sono gli elementi nei quali i nostri pazienti che utilizzano il NeuralCIM migliorano». Il dottore ha sottolineato che «NeuralCIM non è un prodotto magico. Non cura la malattia di Alzheimer. Quello che abbiamo visto è che la grande maggioranza dei pazienti ottiene un certo grado di miglior manto e stabilità, quando la storia naturale della malattia è tutto il contrario». Nell’orizzonte, come hanno spiegato gli specialisti, c’è la continuità della raccolta di dati sui risultati del farmaco in coloro che lo consumano, per giungere al momento della certificazione definitiva. Non si tratta di studi di uno o due anni, ma d’investigazioni che risalgono a 15 anni fa, che hanno implicato varie entità scientifiche in un settore del sapere, il cui artefice e promotore principale è stato il Comandante in Capo Fidel Castro Ruz. «Questo va seguito», ha sostenuto alla fine della giornata degli Esperti e degli Scienziati il Presidente Díaz-Canel Bermúdez, che ha anche proposto, di fronte all’importanza dei risultati e per il valore che ha l’uso del NeuralCIM per significare una vita,di seguire come marciano gli studi prima della fine di quest’anno.

 


 

LOTTARE SVANTAGGIATI, LA NOSTRA FORGIATURA STORICA


 

di Jorge Enrique Jerez Belisario


 

Negli ultimi giorni le reti sociali –questo spazio di guerra non convenzionale che l’imperialismo utilizza come campo di battaglia– hanno visto piovere pubblicazioni con immagini contrastanti : le armi più moderne e altamente tecniche delle forze nordamericane di fronte all’apparente modestia dei nostri mezzi di difesa. I mercenari della tastiera, gli algoritmi pagati da Miami, pretendono di vendere un’idea di sproporzione senza scampo, di sconfitta annunciata. Quello che loro non comprendono perchè non hanno Patria ma gli avanza il servilismo, è un principio marcato a fuoco nel DNA della nostra nazione: il popolo cubano ha sempre lottato e ha vinto in svantaggio materiale. Questa non è la nostra debolezza; è l’origine della nostra forza morale invincibile. Da quando il primo colonizzatore spagnolo pensò che le sue balestre e i suoi archibugi gli davano il diritto di sottomettere gli uomini della terra, sino ad oggi, quando l’impero si vanta dei suoi droni invisibili e della sua guerra cibernetica, la storia di Cuba è la cronaca epica di come lo spirito di un popolo disarma l’arroganza tecnologica, dai tempi di Hatuey e Guamá ai nostri giorni. I mambí di Antonio Maceo avevano forse i fucili a ripetizione dell’esercito spagnolo? No. Avevano qualcosa infinitamente più poderoso: la ragione della loro causa e il fuoco della libertà negli occhi. Con i machetes per tagliare le canne da zucchero non solo lottarono nelle battaglie: forgiarono una Repubblica. Forse i ribelli dello yacht Granma avevano la copertura aerea e l’artiglieria che Batista riceveva da Washington? No. Avevano la montagna come alleata e la convinzione di un intero popolo come retroguardia. Nella Sierra Maestra non si misurarono megabytes di larghezza di banda; si misurò la fibra morale di coloro che erano disposti a morire per un’idea giusta. Fatti storici come il Riscatto di Sanguily o l’Offensiva Batistiana FF contro la Sierra Maestra confermano questa verità eterna: il nemico può contare con superiorità logistica e di fuoco, ma non potrà mai uguagliare la superiorità del dovere compiuto e l’onore rivoluzionario. Questa disuguaglianza nel campo tattico è quella che una e un’altra volta abbiamo trasformato nel nostro vantaggio strategico. Il criminale blocco oggi indurito per un perverso genocidio, è l’ultima espressione di questa logica malata dell’impero: credere che il dominio tecnologico ed economico è sinonimo di superiorità storica. Pensano che negandoci un chip, un software, una pezzo di ricambio, ci sconfiggono. Che errore madornale! Questa stessa espressione asfissiante è quella che ci obbligò a sviluppare non droni per assassinare a distanza, ma vaccinazioni per salvare vite. È quella che ci ha imposto di creare un sistema di difesa popolare basato, non in un’arma miracolosa, ma nell’unità monolitica di tutto un popolo divenuto un soldato della Patria. Il nostro scudo più efficace non è fatto di silicio, ma di coscienza. Le reti sociali si possono inondare di video di artefatti bellici ultramoderni. Che lo facciano! Nella realtà concreta di qust’Isola continueremo a coltivare intelligenze, rinforzando l’unità e creando in ogni isolato e in ogni centro di lavoro la trincea ideologica che è stata e sarà sempre il nostro baluardo inespugnabile. Come ci ha insegnato il Comandante in Capo, nella guerra moderna la miglior tecnologia è quella del cervello umano e la miglior strategia è quella di un intero popolo deciso a vincere. E se fosse necessario risponderemo come Agramonte, quando nel momento più difficile della guerra qualcun osò chiedergli con cosa contava di proseguire la guerra e lui, senza esitare, disse: Con la dignità! Loro hanno missili guidati da satelliti, noi abbiamo la bussola infallibile della morale alzata in difesa della nostra causa. Loro hanno armi di distruzione di massa, noi abbiamo la massa unita, organizzata e cosciente che è l’arma definitiva di qualsiasi vera rivoluzione. La tecnologia cambia; i principi, no. E il nostro principio fondamentale, provato in cento battaglie disuguali, è che un popolo unito che difende la sua sovranità e la sua giustizia sociale è imbattibile.

 



AMERICA LATINA
 

 

I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD AMERICA

Il Sud America è una regione nota per le sue tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali. Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre questo territorio è principalmente conosciuto per la sua musica, i balli tradizionali e la cucina straordinaria, le persone che vivono qui amano anche un'altra attività ossia i giochi da casinò con alcuni di questi che sono persino nati in loco.

I giochi da casinò sono creati da alcuni dei fornitori più rinomati al mondo e presentano decine di elementi che si richiamano propri alla cultura latino-americana.  Questo gioco ha preso piede in tutta Europa, nonostante, la sua fama, non ha mai potuto superare quella del blackjack, oggi molto giocato anche nel nostro paese, grazie agli operatori legali come starcasino.it/blackjack, con... [segue]


 

IL GIOCO D'AZZARDO A CUBA

 

 

L’iconografia di una Cuba prima della rivoluzione si basa su di una specie di Eden del piacere dominato dalla mafia e tacitamente approvato dal presidente Fulgencio Batista. Nei più sfarzosi hotel dell’Avana non era raro incontrare elementi come Lucky Luciano o Meyer Lansky che trasformarono la capitale cubana in un porto franco dell’illegalità dove tutto era consentito. Dal gioco d’azzardo alla prostituzione, ogni cosa era condita dalla corruzione di un potere politico alquanto disponibile quanto capace di approfittare di facili compensi. L’immagine di una Cuba felice tra ballerine e mambo suonati da abili orchestre, si scontrava con il quotidiano di milioni di poveri cubani che dovevano arrabattarsi solo per avere di che sopravvivere. Si può dire a posteriori che la dissolutezza a Cuba era originata dalla criminalità e dal potere politico, ovviamente tutelato da forze militari appositamente addestrate, che avevano trovato un denominatore comune. Ovvio che anche al di fuori dai patrii confini, la nomea che a Cuba ci si poteva divertire senza alcun limite, provocava una forte domanda turistica e non solo provenienti dai vicini Stati Uniti. Al giorno d’oggi, trascorsi diversi decenni dal trionfo dei barbudos che rovesciarono il regime del dittatore Batista e l’impostazione di un socialismo tropicale, L’Avana e altre storiche città, hanno riacquistato quella dignità che nega qualsiasi virtuale contatto con quella che era la Cuba ante rivoluzione anche se, dal tessuto urbano – profondamente restaurato – alle vecchie automobili americane che ancora miracolosamente si muovono per l’isola, sono testimoni di un tempo oramai passato. Per chi volesse assaporare l’epoca d’oro del gioco d’azzardo, al giorno d’oggi esistono altri sistemi che possono essere sfruttati da qualsiasi device connesso ad Internet attraverso il quale entrare in diretto contatto con la fortuna. È sufficiente andare sul sito NetBet per tentare la sorte con tanti divertenti e coinvolgenti giochi d’azzardo come se foste davanti ad un tavolo verde attenti a sviluppare il vostro gioco.

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direttrice della informazione da Cuba: Gioia Minuti