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ANNOTAZIONI E SPIGOLATURE CUBANE

a cura di
Gioia Minuti

 

PRESENTI NELLA SFILATA DEL 1º MAGGIO, MIGLIAIA DI AMICI DI ALTRI PAESI

 

Circa 1000 amici di Cuba provenienti da un centinaio di paesi hanno assistito alla sfilata del 1º Maggio dallaa...[segue SPECIALE 1° MAGGIO 2019]

 

 

 

 

 

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Una storia d'amore nella Cuba dei primi anni '90, quando molti italiani scoprirono le gioie ed i sogni che Cuba riservava loro...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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LA «FACHOSFERA» COME AFFARE POLITICO


 

di Emilia Reed, speciale per Granma

 

 

La detta «fachosfera» non è un fenomeno spontaneo nè marginale. È il risultato di una trasformazione profonda dello spazio pubblico, dove la politica è stata assorbita dalla logica delle piattaforme digitali e trasformata in contenuto di consumo rapido, emozionale e altamente polarizzato. Quando il capo del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha usato questo termine, non solo ha nominato un avversario politico. Ha segnalato, forse senza svilupparla un’architettura mediatica che oggi condiziona come s’informa, come si dibatte e come si mobilitano milioni di persone. Non si tratta unicamente di youtubers ( persone iscritte a you tube) con opinioni di destra, ma di creatori che hanno capito meglio di tutti le regole del nuovo ecosistema digitale: provocare, semplificare e polarizzare. Isaac Parejo, noto commentarista spagnolo della «fachosfera», lo sintetizza con una chiarezza brutale: «Il mio tratto distintivo è l’aggressività verbale. Io difendo l’insulto». Non cerca di convincere ma d’attivare reazioni. Il suo obiettivo è che la sinistra si arrabbi». L’aggressività verbale, lontana da essere un eccesso, è un marchio d’identità di questi attori politici. In un ambiente dove gli algoritmi premiano l’interazione, il conflitto diventa una strategia. Quanto il messaggio è più viscerale, quanto più polarizza, quanto più circola, quanto più redditizio risulta la conseguenza è una degradazione del linguaggio politico che smette d’essere uno spazio di deliberazione per convertirsi in un campo di battaglia emozionale. Questo patron non è esclusivamente spagnolo. Forma parte di un circuito multi nazionale dove spicca l’ecosistema della ultra destra di Miami,articolato attorno a media digitali, influencer e piattaforme che centrano la loro agenda nell’attacco sistematico al Governo cubano e nella squalifica di qualsiasi voce che si riveli come sua simpatizzante. In questo spazio la diffamazione, la distruzione della reputazione, non sono deviazioni ma strumenti operativi, replicati e adattati da creatori in altri contesti. Questo fenomeno non si può comprendere senza il cambio negli abiti di consumo informativo. Secondo l’Istituto Reuters dell’Università di Oxford, solo una minoranza di giovani accede già all’informazione, attraverso media tradizionali, mentre una parte in aumento lo fa esclusivamente attraverso le reti sociali. La notizia smette d’essere un prodotto elaborato per diventare in un frammento, in clip, in stimolo. In questo formato i «fachatubers» hanno un vantaggio, perché parlano l’idioma della piattaforma, domino i suoi codici, e sfruttano le su dinamiche. Ma ridurre le analisi alla forma sarebbe insufficiente. Il contenuto importa e molto. I pilastri sono ricorrenti: antifemminismo, lotta contro l’emigrazione, attacco sistematico alla sinistra e costruzione di un nemico interno diffuso. A questo si somma l’uso di riferimenti storici carichi di violenza simbolica, che non cercano di comprendere il passato, ma di disattivarlo come arma politica. Quello che emerge è una comunità coesionata per l’identità e l’aggravio. Di fronte a media presentati come manipolatori e una sinistra come egemonica questi creatori si posizionano come voci autentiche, perseguite e necessarie. Questa spiegazione non solo fidelizza udienze, ma costruisce anche una soggettività politica basata nella sfiducia, l’ostilità e la semplificazione. La «fachosfera» non è, per tanto, un rumore passeggero. È un sintomo di un cambio strutturale dove la politica si libra in un terreno dominato da algoritmi, piattaforme e logiche di mercato. Ignorarla o ridurla a caricatura sarebbe un errore. Comprenderla implica assumere che la battaglia culturale si gioca in schermi dove ogni clic, ogni commento e ogni video contribuiscono a modellare il senso comune. In questo terreno, chi domina l’emozione ha oggi un vantaggio decisivo.


 

*«La fachosfera è la congiunzione di politiche mediatiche e di reti sociali della destra più reazionaria per genere, odio e polarizzazione. È tutta questa congiunzione delle politiche mediatiche e delle reti sociali dell’ultra destra, per generare odio e polarizzare», ha detto il capo del Governo spagnolo Pedro Sanchez.  


CUBA  ATTUALITA'
  


 

CUBA CONDANNA LA CANAGLIESCA ACCUSA
 

CONTRO IL LEADER DELLA RIVOLUZIONE

 

Il Governo Rivoluzionario condanna nei termini più energici la canagliesca accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti annunciata oggi  20 maggio e diffusa durante varie settimane contro il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione  Il Governo Rivoluzionario condanna nei termini più energici la canagliesca accusa del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti annunciata oggi  20 maggio e diffusa durante varie settimane contro il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, leader della Rivoluzione  Il governo degli Stati Uniti manca di legittimità e giurisdizione per realizzare quest’azione. Si tratta di un’azione disprezzabile e infame di provocazione politica che si appoggia alla manipolazione disonesta dell’incidente che vide l’abbattimento, nello spazio aereo cubano, nel febbraio del 1996, di due  Aerei operati dall’organizzazione terrorista Hermanos al Rescate, radicata in Miami, la cui reiterata violazione dello spazio aereo cubano con fini ostili era di evidente dominio pubblico. Il governo statunitense, inoltre  confonde verità storiche sul fatto che utilizza come pretesto. Omette tra l’altro le molteplici denunce formali presentate da Cuba in quel periodo al Dipartimento di Stato, l’Amministrazione Federale  dell’Aviazione degli Stati Uniti (FAA)  e l’Organizzazione dell’Aviazione  Civile Internazionale (OACI), sulle 25 e più violazioni gravi e deliberate dello spazio aereo cubano eseguite dalla citata organizzazione tra il 1994 e il 1996, in aperta trasgressione delle leggi internazionali e la stessa legislazione statunitense. Ignora anche gli avvisi pubblici e ufficiali emessi dalle autorità cubane sulla inammisibilità di tali violazioni nel suo spazio aereo e i messaggi d’allerta trasmessi direttamente al presidente degli USA sulla gravità e le possibili conseguenza di tali trasgressioni.  La risposta di Cuba alla violazione del suo spazio aereo costituì un’azione  di legittima difesa, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite , l’Accordo di Chicago sull’Aviazione Civile Internazionale del 1944 e i principi di sovranità  aerea e proporzionalità . Gli Stati Uniti, che sono stati vittime dell’uso dell’aviazione civile con fini terroristici, non permettono nè permetterebbero la violazione ostile e provocatrice di aerei stranieri sul loro territorio e agirebbero come hanno dimostrato, con l’uso della forza. L’inazione del governo statunitense, di fronte alle allerte trasmesse allora da Cuba, lasciò in evidenza la sua complicità con la pianificazione e l’esecuzione dal suo territorio di azioni violente, illegali e di carattere terrorista contro il governo e il popolo cubani,  una pratica reincidente e sistematica dal trionfo della Rivoluzione e sino ad oggi.   Risulta di gran cinismo che formuli questa accusa lo stesso governo che ha assassinato circa  200 persone e distrutto 57 imbarcazioni in acque  internazionali dei Caraibi e del Pacífico, lontano dal territorio degli Stati Uniti, con l’uso sproporzionato della forza militare, per presunti vincoli con operazioni di  narcotraffico mai dimostrate, cosa che le qualifica  come crimini d’esecuzioni extra giudiziarie, in accordo con il Diritto  Internazionale e assassinii, secondo le proprie leggi statunitensi.   Questa accusa spuria contro il Leader della Rivoluzione  Cubana, si somma ai tentativi  disperati d’elementi anticubani per costruire una narrativa fraudolenta nello sforzo per giustificare il castigo collettivo e spietato contro il nobile popolo  cubano, mediante il rafforzamento delle misure  coercitive unilaterali, includendo l’ingiusto e genocida blocco energetico e le minacce di aggressione  armataCuba ratifica il suo impegno con la pace e la ferma determinazione d’esercitare il diritto inalienabile alla legittima difesa, riconosciuta nella Carta delle Nazioni Unite. Il Popolo cubano riafferma la decisione inamovibile di difendere la Patria e la sua Rivoluzione Socialista e, con la maggior forza e fermezza il suo sostegno invariabile e assoluto al Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Leader della Rivoluzione cubana. Patria o Muerte, Vinceremo


 

AIUTIAMO CUBA SUBITO!

 

Il regime imperialista degli Stati Uniti sta uccidendo Cuba lentamente, strangolandola con un Bloqueo ancor più incisivo e, dopo l'uscita dalla scena del Presidente venezuelano Maduro, impedendo di fatto al paese Bolivariano, di accorrere in soccorso del popolo cubano con carburante, medicine e generi di prima necessità. Per molti italiani, Cuba è sempre stata la luce che illuminava la speranza di un mondo migliore. Per molti italiani, Ernesto Guevara è stato (ed è tutt'ora) un fulgido esempio da seguire e, possibilmente da imitare. Per molti italiani Cuba è l'isola che non c'è per via della sua gente, dell'allegria, della musica e di quel quieto vivere che noi ci sogniamo. Oggi Cuba è in estrema difficoltà: senza energia elettrica, senza generi di fondamentale necessità e, soprattutto, senza medicinali. Eppure è sempre stata al fianco di coloro che hanno avuto bisogno di assistenza medica, tanto nell'isola che all'estero e ha sviluppato un centro di ricerca di altissimo profilo nonostante tutte le penalizzazioni derivate da un ingiusto ed anacronistico blocco imposto dagli USA e da Israele. Oggi Cuba chiede aiuto e noi, da sempre al fianco di tutti i Sud del mondo, non possiamo esimerci di non prendere in considerazione il piccolo sforzo che possiamo fare. Se dal 2000 Siporcuba è online senza chiedere nulla in cambio, adesso è giunta l'ora per tutti i nostri visitatori di aiutarci ad aiutare Cuba. Per questa ragione vi invitiamo ad offrire il vostro contributo di qualsiasi importo facendo un versamento sulla piattaforma PayPal a questo indirizzo:

 

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specificando nella casuale 'aiuto per Cuba'. Confidiamo nella generosità di tutti coloro che ritengono ingiusto lo stato di cose che Cuba sta vivendo a causa di Trump. Grazie.


 

IL SON, RESISTENZA DI QUESTI TEMPI
 

di  Oni Acosta


Quando a Cuba e in molte altre parti del mondo parliamo del son, dobbiamo accudire anche, obbligatoriamente, ai referenti che la cultura popolare cubana ha sedimentato durante molti anni, includendo non solo il meramente musicale come strumento simbolico, ma tutti gli attributi inerenti al genere. Lo scenario visivo e allegorico non può risultare estraneo – meno in questi tempi – e forma una parte inseparabile dei principali cultori del son, la cui auge si ubica nel decennio del 1920 e il suo punto più caldo nel 1928, quando il Trio Matamoros registra negli Stati Uniti il suo primo disco e riconfigura il panorama musicale ballabile in Cuba a partire da quel momento. Strumenti come la chitarra, le maracas, la tromba e il tres, si complementarono con le scarpe di due toni, il sombrero di paglia e l’abito bianco crudo di drill, (tutto a sua volta straordinariamente riflesso nella cubanissima poesia di Nicolás Guillén) per cominciare così la grande avventura sonera. Può essere attraente e anche polemico l’uso dell’elemento di riferimento legato a questi contorni cronologici dal 1928 al 1950 approssimativamente, e che si manifestano ancora nella proiezione nazionale e internazionale del Son. Per alcuni significano meri cliché e per altri sono simboli d’autenticità. Ma al di là di una o un’altra posizione, quello che è davvero importante è la tellurica sensazione di vedere salire sulla scena un sestetto o che temi come Son de la loma, Bruca maniguá o Chan chan ci facciano sentire orgogliosamente cubani. Questo è il punto da difendere a oltranza e la meta che non va persa nel nostro orizzonte culturale, soprattutto per via della dichiarazione della pratica del Son cubano come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, annunciata il 10 dicembre del 2025 dalla Unesco. Come precedente istituzionale dobbiamo ricordare che dall’anno 2020 è stato istituito il giorno 8 maggio come Giorno del Son Cubano, iniziativa che sostiene il consolidamento del genere e sostiene maggiormente l’appoggio e l’interesse per la sua preservazione. Numerosi formati esemplificano oggi questa tradizione e una buona parte della discografia nazionale ha potuto riflettere, se non il cumulo e l’ampio repertorio esistente, almeno una zona abbastanza attraente sia per il pubblico che per gli investigatori e la critica specializzata. Con la vista nei mercati stranieri dobbiamo ricordare che alla fine del 1999 un ambizioso progetto chiamato Il Giovane Son fu gestito dalla discografica EMI-Odeón Spagna, nel quale si svilupparono quattro straordinari progetti che emergevano nello zenit sonero cubano: Son Esperanza, 5 pa ti, Luna Negra e Postrova furono gli incaricati di dire al mondo che il Son non si era estinto e che continuava il suo sviluppo musicale con forza e talento rinnovati. In parallelo, altri sacri come il Septeto Santiaguero, il Conjunto Arsenio Rodríguez, i Jóvenes Clásicos del Son, Adalberto Álvarez, il Septeto Habanero, Los Naranjos, Ernestina Trimiño e il Quinteto Criollo, il Septeto Nacional Ignacio Piñeiro e molti altri formati per tutto il paese continuano ad apportare al genere e ai suoi autori mentre si produce un ricambio compositivo molto interessante grazie al fatto che il Son, il pubblico e la tradizione formano una triade monolitica che non si può frammentare in nessuna maniera, anche in tempi di tsunami musicali globali. Manca solo affinare un pò di più la macchina promozionale e riprendere l’ampia gamma di formati soneri, tanto i classici come le loro vertenti più trasgressive formalmente e concettualmente,ritornando al centro della vita musicale nazionale e poter far sì che così come delirano migliaia di persone con il misticismo del Son in bramati scenari internazionali, nel nostro ambiente si senta il formicolio che fa muovere i piedi soprattutto ai nostri giovani.

   



NEWS DA CUBA

 

 

BLOCCO SU BLOCCO: IL CASTIGO COLLETTIVO CRESCE


 

di Leidys María Labrador Herrera


 


 

Il Governo degli Stati Uniti ha posto un nuovo ordine esecutivo sul tavolo delle sue ostilità contro Cuba. Uno che per la natura della sua portata si può considerare in vari sensi inedito, al punto che analisti e conoscitori del tema lo definiscono un nuovo blocco sullo stesso che già esiste. Anche se è stato diffuso il giorno del 1º Maggio, senza dubbio con tutta l’intenzione di scrollarsi in qualche modo l’impotenza dei risultati schiaccianti della sfilata e dl movimento “La mia firma per la Patria”, costituisce uno di quei documenti che per la natura delle sanzioni che propone e la maniera (per niente abituale in documenti di questa indole), d’evadere la menzione ai possibili destinatari di queste misure, non si costruiscono in un giorno. Necessita mesi di lavoro che garantiscono l’andamio “legale” per sostenerlo. Tornano sulla tesi della «minaccia inusuale e straordinaria» come insostenibile appiglio per giustificare azioni punitive la cui extra territorialità vulnera la sovranità di altri Stati, non solo di Cuba, contro la quale operano da circa sete decenni attentando in forma ininterrotta. Ci accusano di relazioni con «attori malintenzionati ostili agli Stati Uniti», di «stretti vincoli con altri importanti Stati patrocinatori del terrorismo», di perseguire e torturare gli «oppositori politici», d’essere un ambiente propizio per operazioni d’intelligenza straniera e al colmo dell’ipocrisia dicono che «il regime corrotto di Cuba continua a impulsare l’emigrazione verso gli Stati Uniti», come non fossero il loro bloccco e il veto dei viaggi per emigrare, le cause di questa situazione. Durante il suo intervento nell’Incontro Internazionale di Solidarietà con Cuba«Per un mondo senza blocco: solidarietà attiva nel Centenario di Fidel», realizzato il 2 maggio con fratelli di altri paesi che ci hanno accompagnato anche nella storica giornata precedente. Il membro del Burò Politico e ministro delle Relazioni Estere, Bruno Rodríguez Parrilla, ha ben chiarito alcuni aspetti essenziali per comprendere i possibili effetti che avrà in un breve tempo questo nuovo ordine. In questo caso, por esempio, c’è il fatto che «per la prima volta si stabiliscono sanzioni secondarie, ossia sanzioni che si possono applicare contro qualsiasi persona, contro qualsiasi entità, compagnia etc.», solo per il fatto di realizzare azioni vincolate con Cuba, «anche se i loro interessi negli Stati Uniti, nell’economia statunitense, non hanno alcuna relazione con il nostro paese. È quello che significa un passo estremamente aggressivo e inedito nell’applicazione extra territoriale del blocco contro la nostra Patria». E sembra una menzogna che a questo punto dopo tanti anni di blocco si possa utilizzare tuttavia questo termine «inedito», la cui traduzione non è altro che il fatto che l’aggressione perenne e sistematica contro Cuba si pensa, si calcola, si studia. Inoltre contiene l’ordine di categorie ampie, poco esplicite, che risultano sommamente preoccupanti e intanto si riservano il diritto di definire coloro che includono o no, dentro a queste, un aspetto rafforzato dal fatto di non emettere nessuna lista, cosa che il titolare cubano delle relazioni estere ha esposto con totale chiarezza. «Non si sentono obbligati a pubblicare chi sono le persone o le entità designate o che si designeranno in questa condizione punitiva, precisamente per ampliare l’effetto d’intimidazione a tutti gli altri». Logicamente, i settori chiave dell’economia continuano ad essere un bersaglio diretto, si dica l’energia, l’area militare o la difesa, i metalli e le miniere, la sicurezza e le finanze, ma non significa che siano gli unici perchè attaccano quelli che prestano aiuti sostanziali, appoggio finanziario, materiale e tecnologico. In altre parole chiunque può essere oggetto delle sanzioni e il risultato è evitare che entri a Cuba, dal grande investimento, anche questo aiuto individuale che apporta i medicinali necessari con urgenza a un bambino malato. Perché il blocco e ogni nuovo ordine, le misure o le strategie che lo ampliano, che estendono la sua portata, non fanno altro che accentuate la sofferenza di un popolo il cui castigo collettivo impegna i malati d’odio e d’impotenza. E anche se la nostra denuncia sarà sempre ferma e la nostra resistenza un fatto, questa è una minaccia aperta al mondo senza pudore, senza il minimo rispetto della libera determinazione delle nazioni sovrane. Il Ministro lo ha dichiarato con questa forza. «Di fronte a queste azioni nessuno Stato potrà agire in maniera sovrana, potrà esercitare la sovranità del suo popolo, potrà considerare che l’unico ambito d’applicazione nel suo territorio sono le sue leggi nazionali, potrà difendere il concetto che solo i suoi tribunali o le corti nazionali avranno una giurisdizione sui suoi stessi temi, se oggi non prendono partito a favore della giustizia, a favore di Cuba». Vogliono un’asfissia immediata, non importa se questo costa la vita di milioni di persone, non importa se s’impegna il futuro di tutta una nazione. Speriamo che la voce dell’impunità non sia la più alta che si ascolta di fronte a un così grande crimine.

 


 

LA CINA RESPINGE LE ACCUSE DEGLI USA E RIAFFERMA IL


 

SUO APPOGGIO A CUBA


 

di Yesey Pérez López


 

Pechino ha assicurato che i pretesti e i rumori non giustificano il blocco nè le sanzioni contro l’Isola e ha reiterato il suo sostegno alla sovranità cubana. Il Ministero delle Relazioni Estere della Cina ha detto alcuni giorni fa che la cooperazione con Cuba è trasparente e legittima, di fronte alle recenti accuse degli Stati Uniti(USA). Durante la sua abituale conferenza stampa, il portavoce Lin Jian ha sottolineato che inventare pretesti e diffondere rumori non potrà mai giustificare il blocco e le sanzioni illegali poste contro l’Isola di Cuba. Il portavoce ha precisato che le dichiarazioni statunitensi non potranno nemmeno nascondere che gli USA hanno violato gravemente il diritto di Cuba allo sviluppo, così come le norme di base delle relazioni internazionali. Lin Jian ha reiterato che la Cina continuerà ad appoggiare fermamente l’Isola grande delle Antille nella difesa della sua sovranità e sicurezza nazionale e ha incitato gli USA a porre fine immediatamente al blocco, alle sanzioni e a qualsiasi forma coercitiva o di pressione contro Cuba. La Cina ha espresso in forma abituale il suo fermo sostegno a Cuba di fronte al blocco e alle sanzioni unilaterali. Il gigante asiatico in molte occasioni ha condannato queste politiche, esprimendo la sua disposizione ad approfondire la collaborazione con Cuba in distinti ambiti.

 


 

LOTTARE SVANTAGGIATI, LA NOSTRA FORGIATURA STORICA


 

di Jorge Enrique Jerez Belisario


 

Negli ultimi giorni le reti sociali –questo spazio di guerra non convenzionale che l’imperialismo utilizza come campo di battaglia– hanno visto piovere pubblicazioni con immagini contrastanti : le armi più moderne e altamente tecniche delle forze nordamericane di fronte all’apparente modestia dei nostri mezzi di difesa. I mercenari della tastiera, gli algoritmi pagati da Miami, pretendono di vendere un’idea di sproporzione senza scampo, di sconfitta annunciata. Quello che loro non comprendono perchè non hanno Patria ma gli avanza il servilismo, è un principio marcato a fuoco nel DNA della nostra nazione: il popolo cubano ha sempre lottato e ha vinto in svantaggio materiale. Questa non è la nostra debolezza; è l’origine della nostra forza morale invincibile. Da quando il primo colonizzatore spagnolo pensò che le sue balestre e i suoi archibugi gli davano il diritto di sottomettere gli uomini della terra, sino ad oggi, quando l’impero si vanta dei suoi droni invisibili e della sua guerra cibernetica, la storia di Cuba è la cronaca epica di come lo spirito di un popolo disarma l’arroganza tecnologica, dai tempi di Hatuey e Guamá ai nostri giorni. I mambí di Antonio Maceo avevano forse i fucili a ripetizione dell’esercito spagnolo? No. Avevano qualcosa infinitamente più poderoso: la ragione della loro causa e il fuoco della libertà negli occhi. Con i machetes per tagliare le canne da zucchero non solo lottarono nelle battaglie: forgiarono una Repubblica. Forse i ribelli dello yacht Granma avevano la copertura aerea e l’artiglieria che Batista riceveva da Washington? No. Avevano la montagna come alleata e la convinzione di un intero popolo come retroguardia. Nella Sierra Maestra non si misurarono megabytes di larghezza di banda; si misurò la fibra morale di coloro che erano disposti a morire per un’idea giusta. Fatti storici come il Riscatto di Sanguily o l’Offensiva Batistiana FF contro la Sierra Maestra confermano questa verità eterna: il nemico può contare con superiorità logistica e di fuoco, ma non potrà mai uguagliare la superiorità del dovere compiuto e l’onore rivoluzionario. Questa disuguaglianza nel campo tattico è quella che una e un’altra volta abbiamo trasformato nel nostro vantaggio strategico. Il criminale blocco oggi indurito per un perverso genocidio, è l’ultima espressione di questa logica malata dell’impero: credere che il dominio tecnologico ed economico è sinonimo di superiorità storica. Pensano che negandoci un chip, un software, una pezzo di ricambio, ci sconfiggono. Che errore madornale! Questa stessa espressione asfissiante è quella che ci obbligò a sviluppare non droni per assassinare a distanza, ma vaccinazioni per salvare vite. È quella che ci ha imposto di creare un sistema di difesa popolare basato, non in un’arma miracolosa, ma nell’unità monolitica di tutto un popolo divenuto un soldato della Patria. Il nostro scudo più efficace non è fatto di silicio, ma di coscienza. Le reti sociali si possono inondare di video di artefatti bellici ultramoderni. Che lo facciano! Nella realtà concreta di qust’Isola continueremo a coltivare intelligenze, rinforzando l’unità e creando in ogni isolato e in ogni centro di lavoro la trincea ideologica che è stata e sarà sempre il nostro baluardo inespugnabile. Come ci ha insegnato il Comandante in Capo, nella guerra moderna la miglior tecnologia è quella del cervello umano e la miglior strategia è quella di un intero popolo deciso a vincere. E se fosse necessario risponderemo come Agramonte, quando nel momento più difficile della guerra qualcun osò chiedergli con cosa contava di proseguire la guerra e lui, senza esitare, disse: Con la dignità! Loro hanno missili guidati da satelliti, noi abbiamo la bussola infallibile della morale alzata in difesa della nostra causa. Loro hanno armi di distruzione di massa, noi abbiamo la massa unita, organizzata e cosciente che è l’arma definitiva di qualsiasi vera rivoluzione. La tecnologia cambia; i principi, no. E il nostro principio fondamentale, provato in cento battaglie disuguali, è che un popolo unito che difende la sua sovranità e la sua giustizia sociale è imbattibile.

 



AMERICA LATINA
 

 

I GIOCHI CHE HANNO AVUTO ORIGINE IN SUD AMERICA

Il Sud America è una regione nota per le sue tradizioni e cultura. Le persone che vivono qui sono tra l’altro gentili, amichevoli e ospitali. Premesso ciò, va altresì aggiunto che mentre questo territorio è principalmente conosciuto per la sua musica, i balli tradizionali e la cucina straordinaria, le persone che vivono qui amano anche un'altra attività ossia i giochi da casinò con alcuni di questi che sono persino nati in loco.

I giochi da casinò sono creati da alcuni dei fornitori più rinomati al mondo e presentano decine di elementi che si richiamano propri alla cultura latino-americana.  Questo gioco ha preso piede in tutta Europa, nonostante, la sua fama, non ha mai potuto superare quella del blackjack, oggi molto giocato anche nel nostro paese, grazie agli operatori legali come starcasino.it/blackjack, con... [segue]


 

IL GIOCO D'AZZARDO A CUBA

 

 

L’iconografia di una Cuba prima della rivoluzione si basa su di una specie di Eden del piacere dominato dalla mafia e tacitamente approvato dal presidente Fulgencio Batista. Nei più sfarzosi hotel dell’Avana non era raro incontrare elementi come Lucky Luciano o Meyer Lansky che trasformarono la capitale cubana in un porto franco dell’illegalità dove tutto era consentito. Dal gioco d’azzardo alla prostituzione, ogni cosa era condita dalla corruzione di un potere politico alquanto disponibile quanto capace di approfittare di facili compensi. L’immagine di una Cuba felice tra ballerine e mambo suonati da abili orchestre, si scontrava con il quotidiano di milioni di poveri cubani che dovevano arrabattarsi solo per avere di che sopravvivere. Si può dire a posteriori che la dissolutezza a Cuba era originata dalla criminalità e dal potere politico, ovviamente tutelato da forze militari appositamente addestrate, che avevano trovato un denominatore comune. Ovvio che anche al di fuori dai patrii confini, la nomea che a Cuba ci si poteva divertire senza alcun limite, provocava una forte domanda turistica e non solo provenienti dai vicini Stati Uniti. Al giorno d’oggi, trascorsi diversi decenni dal trionfo dei barbudos che rovesciarono il regime del dittatore Batista e l’impostazione di un socialismo tropicale, L’Avana e altre storiche città, hanno riacquistato quella dignità che nega qualsiasi virtuale contatto con quella che era la Cuba ante rivoluzione anche se, dal tessuto urbano – profondamente restaurato – alle vecchie automobili americane che ancora miracolosamente si muovono per l’isola, sono testimoni di un tempo oramai passato. Per chi volesse assaporare l’epoca d’oro del gioco d’azzardo, al giorno d’oggi esistono altri sistemi che possono essere sfruttati da qualsiasi device connesso ad Internet attraverso il quale entrare in diretto contatto con la fortuna. È sufficiente andare sul sito NetBet per tentare la sorte con tanti divertenti e coinvolgenti giochi d’azzardo come se foste davanti ad un tavolo verde attenti a sviluppare il vostro gioco.

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direttrice della informazione da Cuba: Gioia Minuti